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4/8/2008
"Se necessario imbracceremo i fucili contro la canaglia centralista romana"
Sono le parole di Umberto Bossi che, si sa, dice sempre quel che pensa senza peli sulla lingua. Del resto questa non è solo un’infelice espressione del Senatur. Quella dei fucili è un’idea fissa…
“noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c’è sempre una prima volta” (Bossi – 26 settembre 2007)
“Lombardi e veneti sono pronti: la libertà va conquistata, anche con il fucile”
(Bossi – 26 settembre 2007)
“Ho 10 milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà”
(Bossi – 29 settembre 2007)
Già che si parla di armi, spunta Raffaele Lombardo (per la serie: noi mica siamo da meno), leader del Movimento per l'autonomia e candidato del centrodestra a governatore della Sicilia: "Purtroppo i fucili dei siciliani sono stati caricati per troppo tempo a salve. Quando potremo armarli come si deve, vedremo se e contro usarli".
Un panorama desolante, verrebbe quasi di non andare a votare, direbbe qualcuno.
E proprio qui sta l’errore!!
La nostra arma è il nostro voto e dobbiamo utilizzarlo nel miglior modo possibile! Il peggior errore che si possa fare è quello di credere che siano tutti uguali!
Non sono tutti uguali e queste votazioni sono uno snodo fondamentale: o si rilancia l’Italia o il Paese va a rotoli!
A chi affidiamo il nostro Paese? Facciamo decidere o Zu Tanu che voterà in cambio di 50 euro?
E poi basta con la solita espressione del “sono stanco di votare turandomi il naso”… queste elezioni presentano dei caratteri di assoluta novità (nel bene o nel male) che portano a conseguenze rilevanti:
1) la Lega Nord, come ricorda giustamente Casini, stavolta avrà un potere mai avuto prima e rischia di essere determinante per un eventuale (mi sto toccando) governo Berlusconi. Vogliamo che Bossi decida il nostro futuro? Ci sta bene la legge Bossi-Fini per l’immigrazione? La legge sulle droghe leggere? Il richiamo alle armi che tanto spesso fa?
2) Votando per il Pd (o Italia Dei Valori) si avrebbe un partito solo al governo, senza alcuna scusa e non costretto a scendere più a compromessi. Un partito che possa governare senza pensare a tener buona una coalizione che va da Turigliatto a Mastella.
3) Siete duri e puri e non volete scendere a compromessi? Anche in questo caso c’è la soluzione “sinistra arcobaleno”… non andrà mai al governo ma la vostra coscienza sarà salva
Ci sono diverse soluzioni, quella del non voto non è contemplata, caro amico. Una persona impegnata, con una coscienza critica e con un’intelligenza sopra la media non può starsene a casa come un qualunquista.
Non si può rimanere a casa, è in gioco il nostro futuro… e non sono certo io a dirlo!
Marco Travaglio: “penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.”
Andrea Camilleri (da La Repubblica): Andrà al seggio e voterà per la coalizione Veltroni-Di Pietro. Le sue riserve su quanto il centro sinistra non abbia fatto nei 2 anni di governo (leggi “vergogna” e conflitto di interessi in testa) restano, ma si dice convinto che con l’attuale sistema elettorale la preferenza al Pd sia l’unica soluzione per evitare una prospettiva che non esita a definire “oscena”. La tesi da cui muove lo scrittore è semplice: Berlusconi “non conosce neppure l’alfabeto della democrazia”. Quindi, si rivolge ai giovani e a tutti coloro che hanno partecipato in questi anni ai “movimenti”, dai girotondi ai “no dal molin di vicenza”, ricordando loro che con un governo Veltroni le lotte potranno continuare, con lo strapotere di dodici anni del Cavaliere “non si potrà fare nulla”. “Il fatto è che quest’uomo inquina talmente la vita italiana nella sua interezza da costringerci a votare per Veltroni, pur se non convinti, perché è l’unico vero oppositore”.
Da un lato c’è chi fa le leggi vergogna, da un lato forse chi non le combatte a sufficienza, ma vi rendete conto però che, già nella definizione, c’è una differenza abissale???
Vogliamo votare ancora per chi abbiamo già visto? Vogliamo votare per chi si candida per la quinta volta a 70 anni suonati??? Vogliamo votare per quello che si è fatto le leggi su misura alla faccia dell’uguaglianza dei cittadini?
Ricordiamole le “leggi vergogna”, che noi italiani siamo bravi a dimenticare: falso in bilancio, rogatorie, mandato di cattura europeo, legge Cirami (legittimo sospetto), Lodo Meccanico-Schifani (immunità per le 5 cariche dello Stato), legge ex Cirielli (salva Previti), condono sulle tangenti, leggi vendetta contro Caselli, condoni fiscali, niente tassa sulle plusvalenze, decreto salva-calcio (e il milan fa la champions ai danni del Palermo, mentre il Palermo per il semplice mancato pagamento di una tassa nel 1987 fu radiato… bastardi!!!!), conflitto d’interessi, legge Gasparri, decreto salva rete 4, segreto di stato e condono nella villa in sardegna, etc. etc.
Io voterò Pd! Mi convince il progetto nuovo, la svolta fatta, il programma serio, ambizioso e realizzabile. Mi convince il coraggio di chi dice basta alle logiche del passato e ha il coraggio di proporre un modello e correre da solo (a differenza della sinistra arcobaleno che è l’unione di quattro simboli senza progetto comune e senza l’apertura che si attendeva a quei movimenti presenti nel territorio, una sinistra che spesso in passato è stata capace solo di dire “no!”).
Qualcuno obietterà che tutto questo rinnovamento nelle liste, almeno al sud, non si è visto. È vero, e non nascondo che ho provato amarezza nel vedere Crisafulli nelle liste del Senato, ma dire che sono tutti uguali è “criminoso”. Non affermare che un tentativo, forse ancora tiepido, di dare una svolta alle liste c’è stato (candidature nuove, quote rosa, no a candidati co + di tre legislature alle spalle), sarebbe scorretto.
Nel Pd non ci sono candidati condannati, nel Pdl di Berlusconi sembra un requisito fondamentale. Non solo i vecchi nomi, che ormai conosciamo benissimo, anche i nomi dei nuovi hanno una bella fedina penale. Quella di Ciarrapico è + nera di quella dalla sua camicia fascista. E che dire dell’ex generale della Guardia di Finanza Speciale, quello che viaggiava con l’aereo dell’arma e ordinava spigole coi soldi dei contribuenti?
Non parlo poi dei personaggi filo-mafiosi candidati in Sicilia…
C’è chi propone la lista Di Pietro, potrebbe essere una via di mezzo intelligente (liste + pulite e apparentamento con Veltroni, l’unica alternativa a Berlusconi). Lo stimo e lo reputo una persona corretta, sono contento di questo accordo col pd. Certo non ne condivido in toto le iniziative (il no alla commissione parlamentare sui fatti di Genova è difficile da digerire) e penso che essere una persona incorruttibile e governare il Paese siano 2 cose diverse. E poi sinceramente sono stanco dei partitini… spero che presto dia il suo contributo dentro le liste del Pd.
Per la regione Sicilia poi il mio voto andrà a Davide Faraone nella lista del Pd per Anna Finocchiaro presidente. Una vita spesa per la politica senza che questo si sia tradotto in vantaggi personali per sé o per la propria famiglia. Una moglie da sempre impegnata in prima linea in un quartiere difficile come quello dello zen. Il fratello, invece, presidente della cooperativa Placido Rizzotto, che gestisce i terreni confiscati alla mafia.
E scusate se è poco…
Perdonate la prolissità, ma il tema lo meritava.
A disposizione per qualsiasi approfondimento o critica
Io voto libero!
Dario Riccobono
p.s. se condividi il mio appello (o semplicemente pensi che sia meritorio di essere letto dai tuoi contatti) puoi sottoscriverlo e farlo girare liberamente via mail, blog, piccione viaggiatore, etc. 1/25/2008 Palermo, 25 gennaio 2008 –
Il comitato Addiopizzo partecipa domani a due manifestazioni della società civile a Palermo.
Alle 10:30 in piazzale della Memoria, dietro il tribunale, Addiopizzo organizza un sit-in per protestare contro il trasferimento di diversi membri della Dda di Palermo. Le norme che lo dispongono allontanerebbero inesorabilmente l’opportunità di continuare l’ottimo lavoro di contrasto al sistema mafioso da parte degli inquirenti, determinando anche un forte rallentamento dell’azione di repressione condotta dalla Dda. Pertanto ritenendo che esistano i presupposti di “necessità ed urgenza” (previsti dall’art. 77 della Cost) il Comitato Addiopizzo chiede al prossimo Governo di adottare un Decreto Legge che sospenda i trasferimenti dei magistrati.
Alle 16, Addiopizzo aderisce alla manifestazione in piazza Politeama per chiedere le dimissioni di Salvatore Cuffaro, insieme a molte sigle della società civile. Il overnatore Cuffaro, nonostante abbia ricevuto una condanna a 5 anni per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici, non ha ritenuto di doversi dimettere dalla carica di Presidente della Regione Siciliana. Il comitato Addiopizzo intende coinvolgere gli aderenti al movimento a sostenere come un Presidente condannato a 5 anni per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici non possa essere rappresentativo della Sicilia onesta.
1/24/2008
Il Governatore Salvatore Cuffaro,
nonostante abbia ricevuto una condanna a 5 anni per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici, non ha ritenuto di doversi dimettere dalla carica di Presidente della Regione Siciliana.
Si è dichiarato idoneo a rappresentare l’intero popolo siciliano, in quanto eletto dalla maggioranza dei Siciliani.
Attraverso il nostro quotidiano contatto diretto con le diverse fasce che compongono la società civile, abbiamo avuto la fondata percezione che le persone siano invece insofferenti a questo modo di fare politica orientato a favorire i pochi, e che si nasconde nei numeri del proprio elettorato per fuggire alle responsabilità politiche di una condanna per favoreggiamento.
Il popolo siciliano è fatto da gente onesta e per bene, al di là degli schieramenti politici, che mal tollera sistemi clientelari e che essendo giunto al colmo della sopportazione è pronto a manifestare la propria insoddisfazione e ad inviare un messaggio forte e chiaro all’intera classe politica.
Il popolo siciliano vuole che la Cosa Pubblica sia amministrata unicamente nell’interesse dei cittadini, e che i diritti siano garantiti a tutti, al di là dei favori personali.
Un Presidente condannato a 5 anni per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici non può essere credibile.
Ecco perché riteniamo doveroso essere tutti in piazza, per mostrare il vero volto del popolo siciliano.
SABATO 26 GENNAIO
PIAZZA POLITEAMA, ORE 16:00
il Comitato Addiopizzo aderisce al
CORTEO CITTADINO PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI CUFFARO
Vi invitiamo a partecipare numerosi, senza bandiere politiche, ed a stendere sin da oggi sui vostri balconi un lenzuolo con su scritto
“CUFFARO DIMETTITI”
“Se un intero popolo non cura la qualità del consenso e non si interessa di selezionare con rigore chi è deputato ad amministrare, nell’interesse di tutti, la cosa pubblica, allora è un popolo che, per bisogno, rinuncia alla propria dignità.” (dalla lettera aperta pubblicata dal Comitato Addiopizzo prima della sentenza)
PER VEDERE LA LETTERA IN VERSIONE INTEGRALE VISITATE IL SITO WWW.ADDIOPIZZO.ORG
1/22/2008 Che si fa adesso? Accettiamo che il governatore Cuffaro decida per conto di tutti qual è la soglia di indecenza istituzionale che può essere tollerata (favoreggiamento semplice sì, aggravato no…)? Continueremo a far crederech e l’unica interpretazione possibile d’una questione morale debba essere affidata ai tecnicismi di una sentenza? O ci riterremo pienamente soddisfatti della ressa di comunicati che abbiamo diffuso sulla vicenda?
Voglio dire: che farà adesso la sinistra di questo paese di fronte alla manifesta arroganza di Cuffaro che ritiene compatibili i fatti rivelati dal processo con la sua carica istituzionale?
Perché il problema non è la gravità sentenza, ma ciò che questa sentenza conferma: il governatore favorì alcuni mafiosi. Lo fece per proprio interesse personale e politico. Lo fece nella regione che più d’ogni altra al mondo subisce il ricatto, le vessazioni e la violenza della mafia. Lo fece nell’esercizio della sua funzione. Lo fece determinando conseguenze devastanti, anche sul piano finanziario: solo un esempio, parcelle pagate alla clinica della mafia (convenzionata con la Regione) con costi fino a quattordici volte più salati dei tariffari di uso corrente in tutte le altre regioni… Bene, che si fa: s’aspetta la sentenza d’appello?
No. Si fa politica. Si interviene sulla la comunità civile che il governatore della Sicilia crede di rappresentare affinché gli imponga di andarsene.
Si organizzano presidi permanenti che occupino, sul piano istituzionale, i luoghi in cui Cuffaro pretende di continuare ad esercitare impunemente il proprio mandato.
Si trasforma una presunta vicenda giudiziaria in una grande questione etica nazionale. Si fa del caso Cuffaro, della Sicilia e dell’idea che laggiù l’unica politica ammessa sia quella compromessa l’occasione per lanciare, da sinistra, una sfida a tutta la politica italiana. Accanto alle sacrosante battaglie per i diritti sociali e a fianco dei lavoratori, questo paese aspetta ormai da troppo tempo che qualcuno raccolga il testimone di una lotta di liberazione dal potere mafioso e dalle sue derive politiche e finanziarie. Anche perchè quel potere governa ormai, con diversi livelli di pervasività e di impunità, quasi un terzo dell’Italia. Totò Cuffaro, il suo processo, la sua tracotanza sono l’estremo segnale di un degrado dell’etica pubblica che ha solo due uscite davanti a sé: l’abitudine o la ribellione. E’ su questa scelta, più che sui proclami e sui manifesti, che si misura la dignità di un’idea e di una militanza politica.
E ciò, cari compagni, vale anche per noi
1/21/2008 Anche per Totò Vasa Vasa bisogna attendere le motivazioni della sentenza per sapere come mai il Tribunale non gli abbia applicato l’aggravante della volontà di favorire Cosa Nostra. Ma non si può certo dire che sia stata una sorpresa. C’era chi l’aveva prevista fin dal 2004 e aveva fatto di tutto per scongiurarla: i pm “dissidenti” dalla linea dell’allora procuratore Piero Grasso e del suo fedelissimo aggiunto Giuseppe Pignatone. E cioè Roberto Scarpinato, Antonio Ingroia, Guido Lo Forte e altri, tutti schierati con il pm che aveva avviato le indagini su Cuffaro: Gaetano Paci, il quale nel 2004 fu protagonista di un duro braccio di ferro con i colleghi che indagavano con lui ma che, in ossequio alla linea Grasso, non ne volevano sapere di contestare a Cuffaro il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, peraltro affibbiato a tutti i suoi coimputati, quasi tutti arrestati proprio per quel delitto. Paci ne faceva anzitutto una questione di equità: come si può accusare Cuffaro di essere il capo della banda delle talpe che informavano i mafiosi e poi contestargli soltanto due episodi di favoreggiamento, accusando tutti gli altri (e arrestandone un buon numero) per concorso esterno? La legge è uguale per tutti o i politici sono più uguali degli altri? C’era poi una questione tecnica: avendo dichiarazioni di mafiosi pentiti, ampiamente riscontrate, sul fatto che fin dal 1991 Cuffaro si era messo nelle mani di Cosa Nostra, andando a chiedere al mafioso Angelo Siino i voti per la sua prima elezione all’Assemblea Regionale, era molto più facile dimostrare che il governatore è da oltre 15 anni un fiancheggiatore esterno della mafia. Per il favoreggiamento mafioso, invece, occorre provare che, quando avvertì - tramite i suoi uomini - il boss Giuseppe Guttadauro che aveva la casa piena di microspie, Cuffaro voleva favorire l’intera Cosa Nostra. Una prova difficilissima, anche perché è più logico pensare che Cuffaro intendesse favorire anzitutto se stesso: se Guttadauro avesse continuato a parlare (ascoltato dagli inquirenti), avrebbe messo nei guai alcuni fedelissimi del governatore che frequentavano abitualmente il boss. Paci pagò a carissimo prezzo l’aver tenuto la schiena dritta: il suo capo, cioè Piero Grasso, lo estromise brutalmente dalle indagini che lui stesso aveva avviato. Due anni dopo anche il pm Di Matteo sostenne la necessità di contestare a Cuffaro il concorso esterno, ma anche lui finì in minoranza e dovette lasciare il processo. I pm superstiti, cioè Pignatone, De Lucia e Prestipino, seguitarono caparbiamente a tener duro sulla linea morbida (intanto, per fortuna, il nuovo procuratore Francesco Messineo e l’aggiunto Alfredo Morvillo, cognato di Falcone, aprivano un nuovo fascicolo sul governatore, per concorso esterno). E venerdì sono andati a sbattere contro il Tribunale, che li ha duramente sconfessati (anche se nessuno lo scrive).
Ora il procuratore Grasso fa come la volpe con l’uva: siccome non è riuscito ad afferrarla, dice che era acerba. Sul Corriere, afferma che la prova necessaria per condannare Cuffaro per favoreggiamento mafioso era “una prova diabolica, complicata da trovare”. Bella scoperta: Paci, Di Matteo, Scarpinato, Lo Forte, Ingroia e altri colleghi da lui emarginati gliel’avevano detto per anni. Grasso ribatte che, col concorso esterno, sarebbe andata anche peggio. Ma manca la controprova. Anzi, ci sono fior di sentenze dei giudici di Palermo che condannano personaggi ben più potenti di Cuffaro (da Andreotti a Contrada, da Mannino a Dell’Utri) per concorso esterno. Non per favoreggiamento mafioso. La verità è che la contestazione del favoreggiamento mafioso, ora derubricato a favoreggiamento non mafioso, ha di fatto salvato Cuffaro da un processo che poteva segnare la fine della sua carriera politica. Senza l’aggravante mafiosa, il governatore beneficia dell’indulto e i 5 anni di pena diventano 2. Niente carcere, dunque, in caso di condanna definitiva. C’è l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma non scatterà mai perché il reato cadrà in prescrizione - grazie alla legge ex Cirielli - tra un paio d’anni, probabilmente prima che si chiuda il processo d’appello. Così, paradossalmente, Totò pur condannato ha vinto la sua partita, mentre la vecchia Procura l’ha rovinosamente persa. Perché non ha voluto giocarla. ............ Marco travaglio
Palermo 18 gennaio 2008. “Sentire le dichiarazioni di Cuffaro dopo una sentenza di condanna a 5 anni e l’interdizione dai pubblici uffici personalmente mi fa accapponare la pelle”. Lo ha detto Rita Borsellino nel corso del dibattito organizzato a Monreale nell’ambito del Viaggio in Sicilia. “Il giudizio politico sul governo Cuffaro resta quello di sempre. Da tempo come opposizione denunciamo il fallimento di questa maggioranza. Adesso questa sentenza aggrava ancora di più la situazione perché al giudizio politico si unisce anche quello etico”. Secondo Borsellino “chi è chiamato a governare deve dar conto anche della sua integrità morale. Mi chiedo: come si fa a rappresentare la Sicilia con una maschera di questo tipo? Con una condanna di questo tipo? Cuffaro dice sempre di amare la Sicilia. Allora avrebbe dovuto compiere un gesto d’amore e rassegnare le dimissioni, non costringere i siciliani ad essere identificata con un politico condannato e interdetto dai pubblici uffici”
1/18/2008 Dal sito de La Repubblica Palermo
Microspie, incontri, amicizie "Ecco le bugie del governatore"
di Alessandra Ziniti
«Cuffaro ha mentito, ha giocato sull´equivoco, ha provato a depistare le indagini». Nella loro requisitoria i pm hanno redatto la lunga lista di quelle che hanno definito le bugie del presidente. Ecco le più emblematiche.
LA MICROSPIA A CASA GUTTADURO Interrogato dai pm, Cuffaro ha sempre sostenuto di aver appreso dell´esistenza di microspie a casa del boss di Brancaccio dalla rassegna stampa di Palazzo d´Orleans solo dopo il suo arresto avvenuto il 22 maggio 2002. Secondo l´impianto accusatorio, invece, il governatore avrebbe avuto l´informazione da Antonio Borzacchelli circa un anno prima e l´avrebbe girata a Domenico Miceli, dando il via alla catena che il 15 giugno 2001 avrebbe poi portato alla scoperta della microspia. Dicono i pm: «Sappiamo che su questo punto Cuffaro ha mentito, tentando di giocare sull´equivoco fornito da notizie di stampa che parlavano sì di uso delle intercettazioni nelle indagini ma non certamente di intercettazioni presso la casa di Guttadauro».
L'INCONTRO NEL RETROBOTTEGA Il 31 ottobre 2003, pochi giorni prima del blitz che avrebbe portato in carcere le "talpe" della Dda, Cuffaro incontra Michele Aiello in un negozio di abbigliamenti di Bagheria, dove lo ha convocato per il tramite di Roberto Rotondo per parlare del tariffario sanitario regionale ma soprattutto - sostiene l´accusa - per metterlo in guardia e dargli la notizia che i marescialli Giuseppe Ciuro e Giorgio Riolo sono iscritti nel registro degli indagati. Circostanza ammessa dallo stesso Michele Aiello e confermata indirettamente da tutta una serie di successive conversazioni telefoniche di Aiello intercettate. «Cuffaro - scrivono i pm - ha ammesso, e non poteva fare altro, l´incontro presso il negozio Bertini ma ha negato il fatto sostenendo che lui e Aiello avrebbero parlato solo del tariffario e ha negato anche le anomalie del suo spostamento a Bagheria (liquidando la scorta) sostenendo che si inseriscono nel suo abituale modo di comportarsi. Ha negato anche di aver fornito informazioni a Rotondo che dunque si sarebbe inventato tutto, mentre i fatti - concludono i pm - dimostrano che le informazioni erano tutte autentiche». Persino messo davanti alle intercettazioni delle telefonate del suo "factotum" Vito Raso al quale aveva dato ordine di organizzare l´incontro con quelle modalità singolari, Cuffaro non ha potuto fare altro che rispondere di «non ricordare questa conversazione». E, scrivono ancora i pm, «anche sulle modalità anomale dell´incontro a Bagheria non ha saputo né potuto fornire dichiarazioni plausibili».
I RAPPORTI CON RIOLO «Un certo maresciallo Riolo», lo ha definito il governatore lasciando intendere una conoscenza superficiale e recente, relegando i suoi rapporti a quelli con un qualsiasi elettore. Ma i pm hanno dimostrato, e lo stesso maresciallo del Ros lo ha confermato, che i due non solo si conoscevano da molti anni ma soprattutto che i rapporti erano abbastanza stretti da far sì che Cuffaro si rivolgesse a lui perché curasse alcune bonifiche a casa sua e nei suoi uffici, che lo interpellasse per sapere se ci fossero «novità» o «problemi» relativi a indagini su di lui, che lo avesse aiutato nella definizione di una pratica di un cugino in un assessorato, che si fosse detto disponibile a un prestito, così come proposto da Borzacchelli. «Cuffaro ha escluso che Riolo, per le bonifiche effettuate presso i suoi uffici, sia stato pagato. E allora perché lo faceva? - si è chiesto il pm De Lucia - paradossalmente se lo avesse pagato sarebbe stato meglio».
I RAPPORTI CON CAMPANELLA Da ultimo, anche il pentito Francesco Campanella ha raccontato di essere stato informato dal presidente, in un incontro avvenuto sotto il ficus di Palazzo d´Orleans, dell´esistenza di indagini a suo carico. Cuffaro ha smentito anche questo episodio e ha detto ai pm di aver allontanato Campanella, suo amico ed ex consulente, dopo aver saputo delle sue frequentazioni con i Mandalà di Villabate. Osservano i pm: «Dunque Campanella va allontanato per i rapporti con i Mandalà, e Miceli rimane un grande amico nonostante i rapporti e le frequentazioni con Guttadauro e Aragona. Perché due pesi e due misure?».
Questi fin qui i fatti... adesso siamo giunti al momento decisivo... quello della verità...siamo tutti in trepidante attesa...
Questo blog, sapete benissimo, ha molto a cuore la questione fin dall'inizio... anche il nome stesso non è casuale...
molti si chiederanno come sta trascorrendo queste ore il Presidentissimo...
Dal sito de La Repubblica Palermo:
La chiesa è a due passi dall´aula bunker dove vent´anni fa si celebrò il maxi-processo a Cosa Nostra. Qui, nella parrocchia di Santa Lucia, si prega in attesa di un´altra sentenza che si annuncia storica: quella che nelle prossime ore dirà se il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha davvero favorito un boss, Giuseppe Guttadauro, segnalandogli la presenza in casa di una microspia. L´iniziativa è di un assessore e un consigliere comunale dell´Udc, Pippo Enea e Doriana Ribaudo, ed è stata propagandata nel capoluogo attraverso una catena di sms. Alle 21,30, in piazza della Pace, i "fedelissimi" di Cuffaro si radunano alla spicciolata e si inginocchiano. Recitano il Padre nostro, a bassa voce, esprimendo l´auspicio in un esito favorevole del processo, al quale Cuffaro lega la propria permanenza in carica. Così, mentre tre giudici da due giorni sono chiusi in camera di consiglio per preparare il dispositivo che deciderà il futuro politico del governatore, il popolo di Totò Cuffaro si rivolge alla Madonna.
E io allora mi rivolgo alla Santuzza...
O Santa Rosalia fulgidissima gemma di Verginale santità della nostra Città di Palermo a Te con fiducia rivolgiamo la nostra preghiera Tu che ti ritirasti nella solitudine di Monte Pellegrino, non per evadere dalla Città, ma per vegliare su di essa con la preghiera/ e con la penitenza, e liberarla, così dalla peste di ogni male, aiutaci a liberarci dal peccato radice ti tutti mali sociali, e a orientare la nostra vita a Dio fonte ogni serenità. Tu, che fosti sempre fedele alla grazia e agli impegni del Battesimo, aiutaci a divenire sempre più consapevoli di questo primo sacramento della fede, che ci ha resi figli adottivi di Dio inserendoci in Gesù Cristo Con il dono dello Spirito Santo, e a viverlo con fedeltà e coerenza per essere “sale della terra e luce del mondo" fermento evangelico di rinnovamento religioso, morale e sociale nel nostro territorio. Rendi salda la nostra fede, perché la professiamo apertamente e la difendiamo con coraggio, senza mai vergognarci del Vangelo e la traduciamo ogni giorno nella nostra vita. Rendi viva la nostra speranza, fondata sulle promesse di Colui che non delude ed è accanto a noi soprattutto nell'ora del dolore e della prova. Rendi operosa la nostra carità, che è l'amore stesso di Dio riversato nei nostri cuori, perché sappiamo vederlo, amarlo e servirlo in tutti gli uomini, ma specialmente nei più piccoli, nei poveri, negli ammalati e negli emarginati. Guidati dalla Vergine Maria, accompagnaci nel cammino della vita cristiana, che da Cristo e con Cristo per mezzo dello Spirito ci conduce al Padre, per costruire incessantemente il suo Regno nella verità e nella vita nella santità e nella grazia nella giustizia, nell'amore e nella pace. IN SINTESI, SANTUZZA NOSTRA, FA CHE I GIUDICI ABBIANO 5 MINUTI DI LUCIDITà E CI POSSANO LIBERARE DAL MALE AMEN
viva Palermo e Santa Rosalia
Santa Rosalia liberaci dal Pizzo... e da Totò Vasa Vasa
nota a margine:
E ieri, in una città scossa dai nuovi arresti del clan Lo Piccolo, hanno preso posizione anche i giovani di Addio Pizzo, motore della rivolta contro le estorsioni che coinvolge anche i vertici di Confindustria: «La politica clientelare genera vicinanze pericolose che minano la credibilità della politica. Ecco perché Cuffaro dovrebbe dimettersi a prescindere dalla sentenza».
1/17/2008
Sei di Palermo se almeno una volta sei stato alla fiera del mediterraneo ed hai fatto il ranger dopo aver mangiato il calzone fritto
Sei di Palermo se entrando in una qualsiasi gelateria fuori dalla Sicilia chiedi la "brioscia" col gelato .... e ci resti di merda pensando: "Ma picchi a brioscia solo in Paliermu a fanno?"...
sei di Palermo se hai esclamato almeno una volta nella vita :' ma perchè aprirsi una panelleria o un ganci a Milano? quanti piccioli ti fai?'
sei di Palermo se la pressa per te non è semplicemente un compattatore, ma il metaforico discrimine tra l'utile e l'inutile
sei di Palermo se non sai come si dica calia e semenza in italiano
sei di Palermo se, indicando un supplì in un bar di Milano, chiedi un'arancina
sei di Palermo se alla vista del Cremlino la prima cosa che pensi è: 'Certo, non è castello UTTUVEGGIO...però carino è'
sei di Palermo se hai subito un fermo
sei di Palermo se hai fatto un fermo
sei di Palermo se ti hanno fregato almeno una vespa
sei di Palermo se 'scendi' a Mondello e 'sali' a Palermo
sei di Palermo se la notte vai a smontare i pezzi dei dossi in favorita
sei di Palermo se non hai idea di dove sia viale margherita di Savoia, ma sai benissimo dov'è la discesa di Mondello (anche se la fai in salita)
sei di Palermo se il motore non è un pezzo della macchina, ma un mezzo di locomozione
sei di Palermo se 'scendimi le chiavi!'
sei di Palermo se riesci a NON vedere il mare da casa anche abitando a 20 metri dalla costa
sei di Palermo se 'minchia favoloso'
Sei di Palermo se 'alla festa c'era mezza Palermo'
sei di Palermo se 'che duciiii!!!'
sei di Palermo se 'ti sei ammuccato con...'
sei di Palermo se un tempietto non ha una funzione sacra...
sei di Palermo se 'compà, tuttapposto?'
sei di Palermo se appena lavi la macchina comincia a piovere... sabbia!
sei di Palermo se spendi 150.000 € l'anno in posteggiatori
sei di Palermo se all'estero tieni a esagerare la mitezza climatica della tua città
sei di Palermo se sai che l'unita' di misura della sasizza è il callozzo
sei di Palermo se continui a stupirti della tecnica di lancio dei 'ghiacciolari' dello stadio e continui a chiederti dove fanno gli allenamenti settimanali
sei di Palermo se, quando il Palermo pareggia 'finì a pasta chi saidde!'
se di Palermo se ... hai fatto almeno un goal di puntazza arraggiata
sei di Palermo se in autobus sali dall'uscita prima che la gente esca (e te ne rendi conto alla quindicesima cazziata presa all'estero)
sei di Palermo se la pasta col forno è troppo bella
sei di Palermo se ogni volta che c'è un incidente ti fermi bloccando il traffico per analizzare la situazione e poter dire la tua...ma anche se c'è un aggaddo
non sei a Palermo se due persone si insultano e si minacciano per un quarto d'ora senza che succeda ASSOLUTAMENTE NULLA. (...e quasi quasi ti viene voglia di infilarti e dare una boffa a muzzo, purché quaglino!)
sei di Palermo se in 'piazza Alcide de Gasperi' e in 'via Isidoro la Lumia' il nome proprio ce lo devi mettere per forza, ma come si chiama il signor Sciuti di 'via Sciuti' proprio non lo sai
sei di Palermo se il pulsante non lo premi, ma lo ammacchi
sei di Palermo se non sai dire in italiano la seguente frase : 'voi due quanto vi levate?'
sei di Palermo se ti chiama a casa il portiere del palazzo di tuo nonno, per dirti che la signora d'Alia gli ha detto di dirti che c'è la finestra della veranda aperta e che quindi magari entra acqua e forse sarebbe il caso di chiuderla...
sei di Palermo se quando sei con francesi o con spagnoli ti giochi sempre il fatto che TRAVAGGHIARE è uguale a 'travailler' e 'trabajar'
Sei di Palermo se nella tua strada ci sono sempre 2 vigili e 2 posteggiatori abusivi di motorini che, come le rette parallele, scorrono vicini ma non si incontrano mai.. sei di Palermo se ogni qualvolta che hai un malanno non ne riscontri una causa medica..ma semplicemente affermi "..è u' tiempu!!!!"
sei di Palermo se a tavola, l'ultima porzione rimane sempre nel vassoio
sei di Palermo se paghi il pizzo oppure attacchi manifestini contro il pizzo!
sei di Palermo se dopo aver letto questa e-mail dici : minchia a verità è !!!
1/11/2008 DA L'ESPRESSO L'INTERVISTA MAI FATTA A BEPPE GRILLO
di Alessandro Gilioli
Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo.
Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “discorso di Capodanno” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo. Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.
Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta.
Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui.
Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso».
Io gli rispondo che un pezzo no, non ci interessa, che per quelli c’è già il suo seguitissimo blog e noi invece vorremmo un confronto, anche aspro magari, sul tema che ha lanciato, il V-Day contro i giornali.
Gli prometto che però, ovviamente, tutte le sue risposte saranno riportate senza variazioni e senza alcuna censura, che ha la più assoluta libertà di dire quello che gli pare, che sono dispostissimo a mandargli i suoi virgolettati per approvazione a intervista scritta.
«Mah», dice lui, «non so, io non dò il mio meglio in queste cose».
Insisto, gli faccio presente che un confronto civile è il modo migliore per far crescere e circolare le idee, gli propongo di andarlo a trovare dove si trova e alla fine sembro parzialmente convincerlo: «D’accordo, facciamolo», dice, «ma non di persona. Mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste».
Il giorno dopo mi metto al mio pc e una dopo l’altra snocciolo le domande.
Sono tutte molto semplici, anche se non a zerbino.
Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.
Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog.
Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri -magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica - che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.
Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.
Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.
Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.
Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.
Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.
Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.
Gli mando il tutto con una bella mail.
Passa la Befana, passano altri due giorni ma da Grillo nessuna risposta. Gli mando un sms per ricordargli il nostro accordo, lui non risponde. Gli mando un’altra mail copiaincollando la precedente, nel caso la prima si fosse persa. Niente.
Questa mattina, 9 gennaio, gli telefono:
«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?» «Certo, lei mi disturba sempre».
«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…». «Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».
«Come mai?» «Perchè sono domande offensive e indegne».
«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola». «No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».
«Buongiorno».
Da questa ridicola esperienza, deduco due o tre cose di cui credo di avere ormai la certezza.
Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.
Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.
Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet - e detesta così tanto i giornali - proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi - dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore -ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.
Attenzione, ragazzi, perché se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo.
Ps. Il direttore di Internazionale mi corregge precisando che il suo giornale non prende provvigioni. Chiedo scusa per l’inesattezza.
PPs. Nell’impossibilità di rispondere a tutti su questo blog, prego chi volesse esporre argomentazioni o chiedere chiarimenti di contattarmi alla solita mail, a.gilioli@espressoedit.it. Vale anche per gli insulti. Grazie!
Questo episodio si commenta da sè... ma è bene sottolineare cosa penso di Grillo e delle sue lotte!
io ero uno dei sostenitori del primo V-day, anche se non condividevo in toto la questione: i politici professionisti, che non decadano dopo 2 legislature, non è necessariamente un male, anzi... ricordo che la battaglia contro Roma ladrona e i politici di professione, fu fatta a suo tempo da Bossi e dal Berlusca, col risultato di avere al parlamento Gabriella Carlucci, in passato Iva Zanicchi, e tutta una serie di ignorantoni, proprio quelli che intervistati dalle Iene non sanno nulla di storia o di italiano. Addirittura ricordo che un giorno a Palermo, in quegli anni, vidi un manifesto di un candidato per forza italia al consiglio comunale di Palermo: era quello dell'interprete di Carmelo, personaggio del film "Mary per sempre" e "Ragazzi fuori"... proprio una personcina per bene!
Detto questo però, decisi di firmare cmq (non si poteva firmare solo x una delle 3 proposte) perchè la lotta contro i condannati era troppo importante. anche il guadagno dei politici era raccapricciante (anche se non era toccato dalle proposte di Grillo è sempre stato un suo cavallo di battaglia).
quello che è successo dopo non mi è piaciuto affatto!! io mi sono sentito tradito da Grillo! Le sue parole in piazza non mi sono affatto piaciute! "vogliamo l'abolizione dei partiti"... "questa sinistra ha fallito... destra e sinistra sono la stessa cosa"...
ma non scherziamo!!! io non ho firmato per questo!! erano altre le battaglie per cui ho firmato! noi italiani siamo bravissimi a dimenticare ... e il governo di Berlusconi ne ha fatte di porcate...
e noi di sinistra ancora + bravi a spararci sulle palle! (non riesco a tollerare le dichiarazioni di molti esponenti dell'Unione dopo giorni di zuffe e polemiche successive ad ogni provvedimento: "ma non è che non è buono il decreto X, è che si poteva far meglio"... mentre in TV quello che passa è ke non sn nemmeno d'accordo tra loro
Dario
12/18/2007 FESTAZZA DI CAPODANNO
15 EURO
OPEN BAR
(sì sì, avete letto bene... la notte di Capodanno avete la possibilità di ballare, fare baldoria, ascoltare buona musica e bere tutto quello che volete a soli 15 euro)
A S. FLAVIA
(PALERMO)
Lo stile è quello di una festazza tra amici, tanto divertimento zero formalità.
Scordatevi l'impersonalità e l'asetticità delle discoteche...
da noi l'house è bandita... solo buona musica: dal rock alla disco '70-'80, dallo ska alla dance commerciale, dalla musica balcanica al rock and roll, senza dimenticare il trash italiano e tanto altro ancora...
insomma si fa casino e ci si diverte, come una festa del liceo tra amici... solo che saremo non meno di 500!!!!
Che aspetti??
contattami... ingresso solo in prevendita!
12/12/2007
intercettazione telefonica tra Berlusconi e Saccà
"Il Cavaliere si fa avanti anche per risolvere qualche suo problema personale e politico. In una telefonata, quasi si confessa alla domanda di Saccà: come sta, presidente? "Socialmente - dice Berlusconi - mi sento come il Papa: tutti mi amano. Politicamente, mi sento uno zero... e dunque per sollevare il morale del Capo, mi devi fare un favore. Vedi se puoi aiutare...". Il Cavaliere fa quattro nomi di candidate attrici: Elena Russo, Evelina Manna, Antonella Troise, Camilla Ferranti (secondo un testimone, il produttore di Incantesimo Guido De Angelis, è la figliola di un medico molto vicino al Cavaliere). Sai, spiega Berlusconi a Saccà, non sono tutte affar mio perché "la Evelina Manni mi è stata segnalata da un senatore del centro-sinistra che mi può essere utile per far cadere il governo". Promette Berlusconi a Saccà: saprò ricompensarla quando lei sarà un libero imprenditore come mi auguro avvenga presto... "
a proposito di Randazzo, senatore del centro-sinistra
"Berlusconi lo lusinga. Appare euforico. Vuole conquistare la maggioranza al Senato e dice di essere vicino ad ottenerla. Se Randazzo cambierà cavallo, potrà essere nel prossimo esecutivo o viceministro degli Esteri o sottosegretario con la delega per l'Oceania (al senatore Edoardo Pollastri eletto in Brasile, aggiunge Randazzo, viene invece promessa la delega come sottosegretario al Sud-America). L'elenco dei benefit offerti non finisce qui. Randazzo sarebbe stato il numero 2, appena dietro Berlusconi, nella lista nazionale alle prossime elezioni e l'intera campagna elettorale sarebbe stata pagata dal Cavaliere. "
[tratto dal sito di repubblica]
non c'è bisogno di commentare
Dario
12/5/2007 Anche questa è una catena... mi è arrivata via mail ... ma questa è ben accetta!
Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perchè grazie alla vostra generosità:
1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata da virus dell'HIV
2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...)
3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland
4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia) e il mio cazzo di omino da VERDE sarebbe diventato BLU!!!!
5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on line
6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia)
7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala
8. Conosco il modo per essere felice e non più scapolo per tutta la mia vita (basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte forte a lei e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio)
9. Ho accumulato almeno 999997 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato.
A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO!
IMPORTANTE:
se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34...guarda che è vero!! Non sto scherzando!! no no!
SE ANCHE TU NE HAI PIENI I COGLIONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA,
FAI GIRARE QUESTO O PUBBLICALO NEL TUO BLOG,
SPERANDO CHE SIA L'ULTIMO!!!
12/4/2007
SILVIUCCIA scrive:lo hai visto tuo compare tatò???
Dariuzz scrive: in parte... avevo a cena la presidente di Addiopizzo
SILVIUCCIA scrive: hai visto ke la pensate uguale rig alla fixctscionnn?
Dariuzz scrive: ahahahahah
Dariuzz scrive: sì sì
SILVIUCCIA scrive: ma sentivi ke neanke lo sapeva dire? io ero morta..
Dariuzz scrive: e lo pronunciamo pure allo stesso modo… ficicsion
SILVIUCCIA scrive: infatti... stavo morendo ...cmq io ero d accordo col figlio di dalla kiesa ke dice ke il problema non sta di certo nella fiscion ma nei modelli ke gia ci sono e ci sono a prescindere
Dariuzz scrive: io no… ma nn x i soliti motivi di cuffaro
SILVIUCCIA scrive: e per cosa?
Dariuzz scrive: si sottovaluta il potere della tv... la tv, silviuccia, dovresti saperlo meglio di me, amplifica enormemente questi fenoimeni di emulazione e mitizzazione… soprattutto tra i + giovani
SILVIUCCIA scrive: si ok, ma secondo me, il personaggio ke ne è uscito non è quello di un vincente, di un grande, sicuramente d una mente, ma una mente del male ke lo ha portato a essere poi il nulla... una persona sconfitta e sola
Dariuzz scrive: sì ma è un male che affascina… è uno che ha potere
SILVIUCCIA scrive: ma affascina persone ke gia sono malate non persone ke cmq sono sane e lo rimangono uguale e quindi non cambia nulla secondo me alla fine
Dariuzz scrive: è ovvio ke nn affascina noi… ma nn solo le malate ...Le persone ignoranti e senza valori... e sn tanti credimi
SILVIUCCIA scrive: perke ki affascina è gia affascinato per Modelli magari ke ha nella vita reale
Dariuzz scrive: nn sn d'accordo
SILVIUCCIA scrive: secondo me lo sono a prescindere e lo rimangono con o senza fiscion
Dariuzz scrive: la tv dal dopoguerra fino a berlusconi ha avuto un ruolo educativo fondamentale ke ora ha perso
anzi ora propone dei modelli negativi: grande fratello, isola dei famosi, tronisti, veline
SILVIUCCIA scrive: si capisco bene quallo ke dici
Dariuzz scrive: hai presente "il padrino"?
SILVIUCCIA scrive: si
Dariuzz scrive: il capomafia mica è un buono o fa del bene, eppure ne esce simpatico... è questo il punto
SILVIUCCIA scrive: si ma ne puo pure uscire simpatico, ma bisogna vedere se ne esce come modello o no
Dariuzz scrive: silvia, la tv fa identificare, crea emozioni, a volte difficili da vincere cn la razionalità
altro esempi, secondo me + efficace, è Hooligans... sto film parla di tutte le violenze che fanno un gruppo di ultras... alla fine uno dei protagonisti muore
SILVIUCCIA scrive: e..
Dariuzz scrive: quindi finisce tutt'altro che bene però l'immagine che ne vien fuori è che alla fine questi tutto sommato hanno dei valori credono in qualcosa e si battono per questo... io sn tifoso e nn ti nascondo che mi sn identificato... ovvio che poi ho l'intelligenza di dire che sn delinquenti però penso: a 16 anni, essendo in una classe dove, si sa, domina la logica del branco, magari in un istituto tecnico, magari nn avendo i genitori che ho e avendo amici Ultras, probabilmente sarei qui a dire che sono il primo degli Hooligans
SILVIUCCIA scrive: pero ascolta in qs modo non credi ke dovrebbe andare in tv un 100 di quello ke va? non si potrebbe piu guardare nulla, perke tutto potrebbe dare qs effetto..
Dariuzz scrive: beh bisognerebbe essere + attenti... secondo me si potevano raccontare le cose però anzichè porre l'accento su Riina magari vivendo la storia da un altro punto di vista... poi questa storia in sicilia è troppo attuale...lui è ancora in vita
SILVIUCCIA scrive: figurati lo so bene ke la tv ha degli effetti
Dariuzz scrive: lo stesso titolo "il capo dei capi" richiama "il padrino"... a me sarebbe piaciuto di + "la merda delle merde"
SILVIUCCIA scrive: ma il fatto ke io penso è ke il risultato del suo personaggio, delle sue azioni..è negativo, è stato unhn fallimento
Dariuzz scrive: e io capisco le tue ragioni… cmq... è un discorso complesso
SILVIUCCIA scrive: si infatti
Dariuzz scrive: c'è l'italia spaccata in 2
SILVIUCCIA scrive: infatti
Dariuzz scrive: silviuccia... posso mettere la discussione che abbiamo fatto sul mio blog?
SILVIUCCIA scrive: si certo
Dariuzz scrive: ne ho discusso tanto in questi giorni e sn le due versioni che ne sn venute fuori
SILVIUCCIA scrive: si si
SILVIUCCIA scrive: ma puoi scrivere ke alla fine ho detto ke la pensi come a to cumpare u tatò??? ahahahaha
Dariuzz scrive: certo...senza censure
NOTA SUCCESSIVA: CERTO CHE DIRE CHE LA PENSO COME A CUFFARO è UNA FANGATA ENORME SILVIù... QUESTA ME LA SEGNO
11/30/2007 Ragazzi ero lì, incollato alla tv come milioni di italiani... lo spettacolo + atteso e + bello dell'anno... per me come una finale di coppa del mondo... Benigni... il mio mito... quello che mette in mutande il nano + ricco e ladro d'Italia... quello che esalta l'amore, la poesia, definita "l'estensione della nostra anima", la nostra meravigliosa Italia... proprio lui, trova il tempo per dire che una delle cose + belle dell'Italia siamo noi...
"Ci hanno insegnato che il futuro, l'avvenire migliore, non lo si aspetta come si aspetta un treno: un avvenire migliore lo si costruisce. Non si subisce, lo si DOMINA, lo si può FARE ...quanto bene fanno all'Italia i ragazzi di Locri, e quelle persone che in Sicilia non vogliono più pagare il pizzo, e si mettono insieme.."
e io che esultavo con gli occhi umidi, come al gol di Grosso!
Grazie Roberto!!
Dario
11/29/2007 "Due nuovi arresti a Padova nell’ambito dell’indagine coordinata dalla direzione centrale della Polizia di Prevenzione e diretta dal PM Ilda Boccassini contro le cellule neo-brigatiste del partito Comunista Politico-Militare: con l'operazione "Tramonto" le Polizie di Stato di Padova, Milano e Venezia hanno arrestato Michele Magon (nato il 5 dicembre 1983, residente a Padova) e Andrea Scantamburlo (nato il 20 giugno 1964, anch'egli residente a Padova). "
[corriere della sera]
La notizia è già inquietante di suo...
Per me un po' di +... erano i miei vicini di casa!! 
Dariuzz
11/22/2007 "in Rete si fa chiamare Madameweb. Di notte pornodiva, di giorno prof. di lettere. A Berlino, a metà ottobre, è stata la star della fiera dell' eros (on-line impazza il filmato di lei nuda per strada e in metrò...)" [Metro]
è di pochi mesi fa la notizia di un'altra prof. che si fa palpeggiare dagli alunni!
...e infuriano le polemiche!!
ed io che dovrei dire allora? erano forse meglio i miei tempi, dove la mia prof. di lettere al ginnasio sembrava una suora dei primi dell'Ottocento (per mentalità, concezione della scuola e dell'alunno, aspetto, abbigliamento)??? Una per cui il '68 era solo il totale delle pagine che ci lasciava per casa da studiare... era meglio allora?
Boh! Chissà... io cmq sono abbastanza invidioso!!
Dariuzz
"Voglio essere Riina"
CORLEONE (PALERMO) - C'è il ragazzino delle medie che dice "Batman? Io sono totò Riina". Chi invece, studente di liceo, è soddisfatto che di vedere che un pugno di corleonesi soprannominati "viddani" o "cafoni" hanno, seppur in un ambito negativo, battuto i palermitani "cittadini" nella corsa alla supremazia criminale.
A Corleone, dopo altri centri siciliani, la fiction di canale 5 "Il capo dei capi" comincia a suscitare preoccupazione perché, soprattutto tra i più giovani, vengono notate emulazioni della figura di Totò Riina. Nel paese dei padrini che per oltre trent'anni hanno gestito il direttorio di Cosa nostra giovedì sembra ci sia il coprifuoco: tutta la gente è in casa incollata davanti alla televisione a vedere la storia dei concittadini che hanno reso tristemente noto il nome della cittadina.
Una tendenza che è anche nazionale considerato che la fiction è sempre prima negli ascolti ma che qui balza subito agli occhi. Dice il corrispondente di un quotidiano regionale: "Se cammini nudo per strada il giovedì sera e non incontri una delle pattuglie di polizia e carabinieri nessuno se ne accorge perché le strade sono deserte".
Non tutti per fortuna ammirano il super boss. "E' un delinquente ancora in vita, che senso ha fare un film, per altro con tante puntate, sulla sua vita? Lo hanno fatto diventare un personaggio storico. Lo hanno santificato", dice Annalisa, 34 anni, che lavora nel centro di formazione a Corleone.
"Molti ragazzi e ragazzini - gli fa eco uno degli studenti del centro - guardano il film accanto ad adulti che non spiegano il contesto e che magari non sono del tutto contrari a quel tipo di mentalità: è un danno per i giovani soprattutto in questa citta. E poi nel film non sono state utilizzate comparse di qui e il film è stato girato nel ragusano e nel siracusano non a Corleone: non ha molto senso".
Fuori dall'istituto "Don Giovanni Colletto", che ospita i licei scientifico e classico di Corleone, alcuni studenti si sottraggono alle domande altri dicono di "aver scoperto cose nuove dalla fiction" o che "nelle puntate finora non si è vista la presenza dello Stato" e che comunque Totò Riina è "chiaramente un criminale".
21/11/2007
Nulla da aggiungere... se non che forse qualche mio timore, espresso in un post di qualche giorno fa, non era del tutto infondato! 11/21/2007
“A.R., 20enne di Este (paese vicino a Padova, dove mi trovo per adesso io, ndr.), fa outing nella trasmissione Ciao Darwin dichiarando di essere gay e viene cacciato dal coro della parrocchia della basilica delle Grazie, per decisione del parroco. Il giovane, noto in paese come buon cattolico e per la sua militanza in Forza Italia, si appella al vescovo”.
È notizia di questi giorni… essere discriminato in quanto gay è una cosa decisamente triste… in quanto però militante di Forza Italia andrebbe benissimo… “è peccato, caro ragazzo! Il Signore non vuole che si stia dalla parte dei ladri, dei truffatori, dei mafiosi!”, questo avrebbe dovuto dire il parroco!
A proposito di Forza Ladri… hanno cambiato nome!
Il nano malefico che di fronte agli operai disse: “anch’io sono un operaio, un presidente operaio”, quello che sarebbe capace di dire ad un incontro con prostitute “anch’io ero una puttana una volta”, avrebbe mai potuto far passare senza batter ciglia la nascita del PD di Veltroni?
Quello che, da un lato, è una vera fusione tra 2 partiti, un reale processo democratico sancito dal popolo del centro-sinistra con delle primarie che hanno visto una partecipazione senza precedenti, lui prova, dall’altro lato, a far qualcosa di “simile”, a suo modo ovviamente!
Fusione di due partiti? Non se ne parla proprio, lui fonda una cosa nuova, poi invita gli altri a far le comparse (e fini già lo ha mandato a cagare). Quindi basta semplicemente cambiare il nome!
E come si fa a mobilitare la gente? Le primarie? Ma nooooo, ma siamo matti??? Lui è il leader indiscutibile, non si può mettere in discussione la sua superiorità.
Ed ecco che allora si inventa la raccolta firme contro il Governo, come se il nostro non fosse un Paese democratico, dove il Governo viene regolarmente eletto dai cittadini!
È qualcosa che si potrebbe definire solamente patetico! È proprio gelosia morbosa la sua, incapacità di non essere alla ribalta! Di lui si deve sempre parlare, sempre e comunque, qualunque cosa sia! È una persona con dei grossi problemi psicologici, con dei complessi di inferiorità abnormi (inversamente proporzionali alla sua statura)… pensate ai tacchi che mette sotto le scarpe per sembrare più alto… se vedessimo uno per strada che si comportasse così lo prenderemmo per matto!
Quindi perché usare il condizionale? Perché dire “si potrebbe definire patetico” e non “si può definire patetico”?
Per colpa degli italiani! Per colpa di quelli che gli danno retta e lo seguono in queste sue sceneggiate!
Ed ecco quindi che un disturbo psicologico si tramuta in “colpo di teatro” (come lo ha definito Fini), una grandissima trovata pubblicitaria (il marketing e il furto sono le sue abilità indiscusse) capace di rapire un certo numero di elettori!
Ci sarebbe da star poco allegri, ma ormai mi sono abituato ad apprezzare le piccole cose, a godere con poco… e così alla notizia che Fini lo ha mandato a quel paese e gli ha fatto passare una mala serata, io godo come un neonato attaccato alla tetta della sua mamma!
Dariuzz
Ultimora: Lui, imbattibile, rilancia: “Grande coalizione col Pd”!!!
Dariuzz risponde: “Seeeeeeeee, staminkia!!! C’ha po fari!!!!”
… scusate….sono uscito al naturale !  11/16/2007
"Oltre che dalla famiglia Bush, la Casa Bianca sarebbe abitata da «milioni di fantasmi». Ne è convinta Jenna Bush. La figlia del presidente americano, impegnata in questi giorni nel tour promozionale del suo primo libro, ha rivelato in una intervista di avere paura a dormire nella più famosa residenza degli Stati Uniti. Jenna, che quando dorme alla Casa Bianca usa la stessa camera da letto a suo tempo abitata da Chelsea Clinton (situata non lontano da quella dei genitori), ha detto che la storica abitazione contiene «milioni di fantasmi» e ha ammesso di avere preso «più di uno spavento» nelle notti trascorse nella residenza della prima famiglia d’America." [corriere.it]
Ora... figlia mia... a parte il fatto ke hai 26 anni ed hai fantasmi nn dovresti + crederci da un pezzo...ma dico io... TUO PADRE SI KIAMA GEORGE W. BUSH E TU HAI PAURA DEI FANTASMI???? HAI IN CASA, ACCANTO A TE, DA 26 ANNI, UN MOSTRO CHE NE HA COMBINATE DI COTTE E DI CRUDE E TU TI PREOCCUPI DI IPOTETICI FANTASMI???
Cari amici lettori non si finisce mai di imparare... anche da questa storia assurda si può trarre una morale...
...da oggi sappiamo che l'idiozia è senza limiti e si tramanda pure da padre in figlio!
Dariuzz 11/14/2007 "Hanno speso 15 milioni di euro (quasi 30 miliardi di antiche lirazze) per montare un film (la chiamano fiction) su tale Totò Riina, detto il Capo dei capi, il quale non ha alcun merito e nessun titolo per meritarsi un film tutto suo. Trattasi di noto criminale, condannato all’ergastolo per fortuna, colpevole di omicidi, stragi e altri reati efferati di cui la Sicilia e l’Italia hanno di che vergognarsi di fronte al mondo. Altro che fiction. Bene ha fatto oggi il Giornale di Sicilia a sollevare il problema dedicando una pagina al dibattito promosso a Niscemi. Bene farebbero i produttori televisivi a non proseguire il questo filone subculturale o a destinare una parte dei proventi da pubblicità e o contratti vari al centro di documentazione sulla mafia di Corleone che è stato sfrattato dal Comune e ora è in cerca di una sede."
C'è chi la pensa come me... è il primo "film"(?) di mafia che non vedo!
Dariuzz
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